Guida pratica
Come calcolare un PAC ETF e un piano di risparmio
Guida pratica per stimare capitale finale, versamenti, rendimento composto, costi e inflazione in un PAC ETF.
Come lavoriamo
Le guide collegano formula, esempio pratico, limiti del calcolo e fonti quando il tema lo richiede.
Metodo e fontiUsa lo strumento collegato
Simula un piano di accumulo in ETF con capitale iniziale, versamenti mensili, rendimento, costi e inflazione.
Apri Calcolo PAC ETF e piano di risparmioIn questa guida
Che cosa calcola un PAC ETF
Un PAC ETF è una simulazione di versamenti periodici destinati ad acquistare quote di ETF nel tempo. Il calcolo serve a rispondere a una domanda semplice: se parto da un capitale iniziale, aggiungo una certa somma ogni mese e ipotizzo un rendimento medio annuo, quale capitale potrei ritrovarmi dopo alcuni anni?
Il risultato non sceglie l'ETF migliore e non prevede il mercato. È una fotografia matematica di uno scenario. Proprio per questo è utile: puoi cambiare una variabile alla volta e vedere quanto pesano durata, versamento mensile, rendimento, costi e inflazione.
Formula semplificata
La parte più importante è l'interesse composto: ogni periodo il capitale cresce, e nei periodi successivi il rendimento viene calcolato anche sui rendimenti già maturati. Nel nostro strumento il rendimento annuo viene prima ridotto dei costi annui stimati, poi trasformato in tasso mensile.
In forma semplificata: capitale finale = valore futuro del capitale iniziale + valore futuro dei versamenti mensili. Se inserisci anche inflazione, il tool mostra il valore reale stimato dividendo il capitale nominale per l'inflazione cumulata.
- Capitale iniziale: somma già disponibile all'inizio.
- Versamento mensile: importo aggiunto ogni mese.
- Rendimento annuo atteso: ipotesi lorda o netta scelta dall'utente.
- Costi annui: stima di TER, commissioni o costi ricorrenti da sottrarre al rendimento.
- Inflazione: stima utile per leggere il risultato in potere d'acquisto.
Esempio numerico
Immagina di iniziare con 5.000 euro, versare 300 euro al mese per 20 anni, ipotizzare un rendimento annuo del 6% e costi annui dello 0,25%. Il tasso netto usato dalla simulazione diventa 5,75% annuo. I versamenti totali sono 77.000 euro: 5.000 iniziali più 72.000 euro versati nel tempo.
Il capitale finale nominale può risultare molto superiore ai versamenti perché ogni rata mensile resta investita e partecipa alla crescita composta. Se però aggiungi un'inflazione media del 2%, il valore reale sarà più basso del nominale: non è un errore, è il modo corretto per distinguere euro futuri e potere d'acquisto di oggi.
Quando usare il calcolatore
Il calcolatore è utile quando vuoi confrontare scenari: versare 200 o 300 euro al mese, investire per 10 o 20 anni, usare un rendimento prudente o uno più ottimistico, inserire costi più alti o più bassi. Questo aiuta a vedere quali leve contano di più.
È particolarmente utile anche prima di leggere prospetti e KID: una volta capito il ruolo dei costi, diventa più chiaro perché commissioni apparentemente piccole possono pesare molto nel lungo periodo.
Errori comuni
Il primo errore è prendere un rendimento storico e usarlo come promessa. I mercati non crescono in linea retta: possono esserci anni negativi, periodi laterali, cambi valutari sfavorevoli e variazioni fiscali. Un rendimento medio serve solo per simulare.
Il secondo errore è ignorare costi e inflazione. Un capitale finale alto può sembrare rassicurante, ma se lo guardi dopo molti anni devi chiederti quanto varranno davvero quegli euro. Per questo lo strumento mostra anche il valore reale stimato.
Limiti della simulazione
La simulazione non considera tasse su plusvalenze e dividendi, eventuali commissioni di acquisto, bid-ask spread, cambio valuta, timing reale degli acquisti o andamento effettivo dei mercati. Non valuta nemmeno se un ETF sia adatto al tuo profilo di rischio.
Per usarla bene, prova almeno tre scenari: prudente, intermedio e ottimistico. Se il piano funziona solo nello scenario migliore, forse l'ipotesi è fragile. Se resta sostenibile anche con rendimenti più bassi e inflazione più alta, hai una base numerica più solida per ragionare.
Fonti e riferimenti
Domande frequenti
Meglio usare rendimento lordo o netto?
Se conosci già una stima netta puoi inserirla come rendimento e lasciare i costi a zero. Altrimenti inserisci rendimento atteso e costi annui separati, così vedi l'impatto dei costi.
Il PAC riduce il rischio?
Il PAC distribuisce gli acquisti nel tempo, ma non elimina il rischio di mercato. Il valore delle quote può salire o scendere.
Perché il valore reale è più basso del nominale?
Perché l'inflazione riduce il potere d'acquisto: 100.000 euro tra molti anni potrebbero comprare meno beni e servizi rispetto a 100.000 euro di oggi.